Martedì 5 giugno Parco Sempione ospiterà il secondo appuntamento di APE nel Parco. Questa volta saranno i Deux Alpes e i Nation of Language a garantirvi un certo refrigerio tra le frasche milanesi, per poi lasciare campo libero all’afoso dj set targato Tropic Disco Sound System.

Entrambe le band hanno abbondanti requisiti di coolness. Il duo Deux Alpes li ha fin dal nome, e li riconferma con le austere sonorità (un po’ moroderiane) del concept EP montano-ciclistico Grenoble 1998, ispirato dalla vittoria di Pantani nella tappa del Tour de France che dà il titolo al disco. I suoni sono pitrei: a volte lisci e stondati (vedi Intro), altre affilati e grezzi, come in Galibier, in cui anche la dimensione ritmica – insistente, contraddittoria, tutta giocata sui contrasti – ha una forte espressività, potenziando le melodie minimali e imperscrutabili.

Venendo alla seconda band, nei singoli che hanno seguito il loro EP omonimo di debutto, gli statunitensi Nation of Language propongono un synth-pop “tradizionale” ma mai consunto o banale, sentimentalmente legato (forse) a quello dei Camouflage, cugini teutonici dei Depeche Mode dall’apparenza freddina ma melodicamente magnanimi. Timbricamente anche i Nation of Language si direbbero trattenuti, centellinano i riverberi riservandoli alle grandi occasioni (vedi On Division Street), ma sotto il profilo vocale è tutto un altro paio di maniche: la voce è stratificata, stoicamente allergica alle facili commozioni ma allo stesso tempo piena di empito new romantic (specie in I’ve Thought about Chicago, in cui il cantante si trasforma nel clone di uno dei padri costituenti del genere new-wave, John Foxx).

Di tanto in tanto però i Nation of Language si ricordano di essersi auto-classificati su Facebook come seguaci del post-punk e neutralizzano ogni rischio di monotonia con una salubre (ma sempre controllatissima) scarica di brutalità come in Indignaties, in cui – a sprazzi – si intravede il fantasma degli esaltati Public Image Ltd., ovviamente ri-vestiti in panni molto più eleganti e soprattutto più “sintetici”.

Dunque vi aspettiamo a Parco Sempione, confidando nel fatto che queste band dal grande potenziale ci terranno una fresca compagnia.

Andrea Lohengrin Meroni