Voto

5

Sarebbe difficile simulare stupore davanti al nuovo lavoro del trio di Sacramento, sia per l’inappropriato numero di singoli che l’hanno anticipato (sei tracce su tredici), sia per la banalità della trama su cui è stato costruito. Sempre la solita solfa: un sound anarchico e sbeffeggiante buttato su una carnevalesca base synth-punk e rafforzato da echi aggressivi e isterici; un po’ come se prendeste i Sex Pistols (in fase declino, eh) e li chiudeste in una discoteca.

Che si tratti di stanchezza o di semplice mancanza di fantasia, non ci è dato saperlo, ma è chiaro che l’eccentricità e l’aggressività che hanno caratterizzato la band finora hanno definitivamente smesso di fare impressione. Altrettanto sconcertante è stato l’utilizzo delle strategie di web marketing più banali, non solo per quanto riguarda le anticipazioni di Year of the Snitch, ma anche in merito agli scatti del trio in studio pubblicati su Instagram di Andrew Adamson (regista di Shrek) e del bassista dei Tool Justin Chancellor.

Giulia Tagliabue