Voto

7

L’antieroe più sboccato e irriverente del panorama Marvel buca il grande schermo e inonda le sale con la sua fastidiosa parlantina.

Deadpool, si sa, sostituisce il desiderio di vendetta alla ricerca di pace e giustizia, l’ironia sagace e la volgarità esplicita alla rettitudine morale. Lo spirito e la natura del “Mercenario Chiacchierone” sono i protagonisti assoluti della pellicola fin dal primo minuto, ma riprodurre un soggetto delirante, innovativo e mai banale non implica necessariamente cadere nell’eccesso. Il regista Tim Miller casca nell’errore, bombarda il pubblico per ben 108 minuti con battute spinte e con una trivialità scontata: il dialogo follemente spudorato, se a tratti diverte, alla lunga scivola nella noiosa parodia di se stesso, privando in parte il personaggio del suo fascino originale.

D’altro canto, però, la storia procede lineare, i violentissimi combattimenti svelano l’acclamata firma Marvel e Miller riemerge da un potenziale buco nell’acqua. È inoltre innegabile il merito di aver trasposto fedelmente l’aspetto metalinguistico delle strisce di Deadpool: il supereroe sfonda la quarta parete rivolgendosi al pubblico, gioca sui riferimenti a produttori e attori, cita i precedenti film Marvel per deriderli. L’esito è spesso esilarante e originale.

Anna Magistrelli

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