Voto

6.5

Battuta, gag demenziale, risata. Tutto fila liscio come da copione in Deadpool 2, ed è proprio questa la grande forza del film. Se la prima trasposizione cinematografica del mercenario chiacchierone sguazzava in quella cafonaggine e in quel black humor che l’hanno caratterizzato fin dal suo esordio sulle pagine dei fumetti Marvel negli anni ’90, il sequel ideale non poteva essere che la versione sotto steroidi del capitolo precedente.

È infatti il cinismo del protagonista a colpire in primis lo spettatore, ma anche il suo grande paradosso: Deadpool vuole morire e passa gran parte del film a desiderarlo, ma non può a causa del suo fattore rigenerante. Viene abbattuto, fatto detonare e tagliato a pezzi, eppure non basta. Per questo Wilson cercherà redenzione provando a salvare il giovane e indomito Rusty (Firefist) prima che Cable – un mutante venuto dal futuro – lo uccida, evitando così un futuro di sofferenza e distruzione.

A differenza del film precedente, oltre alle sempre presenti citazioni della cultura pop e all’aspro senso dell’ironia, Deadpool 2 può vantare una sceneggiatura solida, che lo rende una action comedy di tutto rispetto.

Christopher Lobraico

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