Voto

6

Dopo ben nove anni dalla pubblicazione del suo ultimo disco solista On an Island, lo storico chitarrista dei Pink Floyd torna con un disco molto orecchiabile, piacevole e scorrevole.

Gilmour ci fa assaporare sonorità blues, jazz (The Girl in the Yellow Dress) e pop rock (i due singoli Rattle That Lock,Today), unite in un contesto nel complesso coerente; però, non è niente di più. Certo, c’è del mestiere: in poco meno di un’ora troviamo condensati suoni e timbri scoperti da questa leggenda nell’arco di una carriera molto profilica; quella di un uomo che ha varcato i più disparati territori musicali dal rock psichedelico/progressivo all’ambient più sognante – come l’interessante collaborazione con il duo elettronico The Orb in Metallic Spheres (2010).

È innegabile il genio della sua impronta chitarrista, l’uso raffinato dell’effettistica, come delay, reverb e il cosiddetto effetto-violino, che si inseriscono perfettamente negli arrangiamenti raffinati di Rattle That Lock. Ma manca la magia, il disegno melodico che fa veramente innamorare di un album, quel “non so che” impossibile da ingabbiare in un pentagramma, ma che anzi da questo esplode in maniera dirompente.

Insomma, David Gilmour, disinteressatosi della gravosa eredità dei Pink Floyd, ci regala qualche colpo da maestro, ma senza volare troppo alto.

Luca Paterlini