Appare sul grande schermo alla tenera età di cinque anni e dopo diversi alti e bassi è riuscito a entrare nell’Olimpo degli attori più pagati di Hollywood in seguito al divismo scatenato dai cinecomic. Ma, oltre al suo indiscutibile charme, che cosa lo tiene in perenne stato di grazia, anche nei momenti più bui?

1. Jack Jericho | Ehi… ci stai?, 1987

È con il Saturday Night Live che Robert Downey Jr. inizia a farsi notare. I primi ruoli che interpreta possono essere ricondotti al genere Brat Pack (film legati alla cultura adolescenziale), come il bullo Ian ne La donna esplosiva (1985), diretto da John Hughes. Ma è con la commedia romantica Ehi…ci stai? che Downey Jr. ottiene piena visibilità e affianca la madrina del genere, Molly Ringwald. Il film non spicca per originalità e si limita a rimescolare vecchi cliché e archetipi: Downey Jr. interpreta Jack Jericho, giovane allenatore di baseball e cascamorto con le donne. La performance non è proprio memorabile, ma è evidente come il personaggio splenda di luce propria grazie al carisma dell’attore.

2. Charlie Chaplin | Charlot, 1992

Al di la di tutti i limiti (1987) introduce Downey Jr. al genere drammatico e permette all’attore di dimostrare la propria versatilità, alternando a commedie come Bolle di sapone (1991) a drammi quali Restoration – Il peccato e il castigo (1995). Nel 1992 il regista britannico Richard Attenborough lo sceglie per il biopic su Charlie Chaplin, Charlot: la performance varrà la nomination ai Golden Globe e agli Oscar come Miglior attore protagonista. La somiglianza nel fisico e nelle movenze tra Downey Jr. e Chaplin è convincente, ma è forse la scelta registica di intraprendere la strada del gossip (scandali sessuali, maccartismo e sbalzi d’umore) che impedisce all’attore di approfondire la psicologia del personaggio.

3. Wayne Gale | Assassini nati – Natural Born Killers, 1994

La seconda metà degli anni ’90 inaugura una vera e propria giostra di alti e bassi per Downey Jr., che provvede a macchiare la propria fedina penale: possesso di eroina e di armi da fuoco, guida in stato d’ebrezza sono solo alcune delle accuse attribuitegli e che faranno sfumare diversi suoi progetti. In questa altalena non mancano però dei picchi. Nel controverso Assassini Nati – Natural Born Killers Downey Jr. interpreta Wayne Gale, un giornalista che cerca di realizzare lo scoop della vita intervistando Mickey Knox da dietro le sbarre. Downey Jr. azzecca ancora una volta l’interpretazione, regalando una performance convincente e mai esasperata, e il suo perfetto accento australiano ne è la prova.

4. Kirk Lazarus | Tropic Thunder, 2008

Il decennio che segue è segnato dai tormenti della tossicodipendenza, quando compare in Ally McBeal e nel videoclip di Elton John I Want Love (2001). Ritornerà alla ribalta nel 2005, prima con il dinamico Kiss Kiss Bang Bang, poi con Good Night, and Good Luck e due anni dopo con il celebre thriller Zodiac. La scelta di David Fincher di non concentrarsi sull’assassino ma sui personaggi che gli ruotano attorno permette a Downey Jr. di confermare il proprio carisma, a prescindere dal personaggio che interpreta. In questo senso, Kirk Lazarus di Tropic Thunder rappresenta l’apice di tale capacità, e gli vale la seconda nomination all’Oscar (come Miglior attore non protagonista). Con l’escamotage del film del film, Downey Jr. interpreta il sergente afroamericano Osiris, che in seguito si rivelerà essere l’attore australiano Kirk Lazarus reduce da un trattamento di pigmentazione della pelle. Downey Jr. dimostra ancora una volta la propria versatilità e la facilità con cui passa dalla cadenza afroamericana all’accento australiano è sorprendente.

5. Tony Stark | Iron Man, 2008

Robert Downey Jr. non è mai stato una calamita per il botteghino, ma lo diventerà con Iron Man. Dopo essere passato per franchise di Sherlock Holmes, Downey Jr. approda alla Marvel, che lo incorona re dei blockbuster. La trama del film è piuttosto elementare ed è tutta giocata sulla performance dell’attore: ironico, e intrigante, Downey Jr. modella un nuovo prototipo di supereroe, irriverente e bizzarro. Tanto da far nascere un paradosso della Marvel Comics: se tra i fumetti Iron Man non ha mai dominato, in campo cinematografico il magnetismo di Downey Jr. è tale da ribaltare la gerarchia.

Daniela Addea