Voto

6.5
 

Non una prova facile l’opera prima di Slávek Horák Cure a domicilio (Repubblica Ceca/Slovacchia, 2015). Il regista ha scelto di cimentarsi in un genere spinoso come quello della commedia drammatica e di trattare un tema altrettanto complicato come quello della morte. Vlasta (l’infermiera protagonista) si trova a fare i conti in prima persona con una situazione contro la quale combatte tutti i giorni: la malattia terminale.

Horák mantiene il film su un registro stilistico che evita i toni bui del dramma, alleggerendolo con scene humor, e insiste su una linearità narrativa molto netta, che aiuta lo spettatore a mantenere alta l’attenzione per tutta la durata del lungometraggio.

Ambientato in un piccolo paesino della Moravia, Cure a domicilio deve sicuramente molto sia all’interpretazione di Alena Mihulová, che grazie alla una recitazione minimalista riesce creare sintonia tra lo spettatore e il dramma, sia alla coralità degli interpreti, che permette al film di non focalizzarsi troppo sui singoli personaggi.

Mattia Migliarino