Voto

8

E fu così che il neonato collettivo Cult Of Magic colpì nel segno. Cavalcare con maestria lo Zeitgeist pur prendendo le distanze dalla monotonia incolore di numerose realtà indie italiane non è compito facile. E tantomeno lo è fondere classico e ipermoderno, passato e presente al fine di smascherare l’atavica acrimonia tra individuo e realtà che caratterizza la società contemporanea.

È a questo scopo che citazioni antidiluviane come il Bollettino della Vittoria del Generale Diaz, inserita nel brano Abbiamo Perso La Guerra, entrano a far parte di un ambiente sonoro caustico e cupo, colmo di phaser tremolanti ed effetti eco, di fuzz-rock incendiario e opprimente e di suoni preconfezionati presi in prestito da sintetizzatori e software.

Con l’EP :O Cult Of Magic fa breccia nel cuore degli ascoltatori più disparati, cogliendo di sorpresa chi non si sarebbe mai aspettato di ritrovare un sample di Come Togheter dei Beatles o, addirittura, un rimando a Bianco Natale immersi nei baccanali di feedback e distorsioni. Trattandosi essenzialmente di un disco rock, :O non smette di stupire quando svela la propria natura orchestrale e l’identità del collettivo da cui ha origine: uno spazio acustico che si fa veicolo di un pensiero filosofico, un universo pluralistico in cui confluiscono diversi campi dell’arte.

Federica Romanò