Voto

8.5

Dopo più di vent’anni di carriera il rapper americano riesce a essere ancora il Little Chicago Boy di sempre dallo stile soulful e impegnato. Il suo rap conscious lo porta a immaginare un mondo perfetto dove non c’è guerra e tutti i soldati – ovvero le mamme – ricevono una medaglia d’onore, dove Beyoncè inneggia la musica della rivoluzione e in radio passano solo canzoni dai contenuti positivi: quello di Common è un mondo dove tutti sono ubriachi d’amore.

Black America Again è un disco dal forte impatto sociale, che rivendica le ingiustizie del sistema governativo ai danni degli afroamericani. Common si rende portavoce di un messaggio di rivendicazione, di fede nei confronti di Dio e nel futuro: “Your name is Common, you was born to fight the norm / Take house niggas outta darkness ‘til they lights is on / I’ma put a hyphen on your name: rapper-actor-activist / You the one that can reach into the black abyss / Stars that’s asterisks, show ‘em what a classic is” (Home).

Il disco riesce a riportare il rap a quelle radici da cui tutto è partito: il soul. Oltre alle collaborazioni, infatti, tra le quali si possono contare nomi importanti come Stevie Wonder, Bilal o l’immancabile John Legend, anche il sottofondo è caratterizzato da melodie che privilegiano la parte strumentale rispetto a quella elettronica, scelta che – purtroppo o per fortuna – nell’hip-hop si è andata perdendo negli anni.

Common ha la potente capacità di creare un disco che diventa da subito un grande classico.

Anna Laura Tiberini