Voto

7.5
 

Dopo il successo di Quasi Amici (2011), Eric Toledo e Olivier Nakache tornano sul set con una sofisticata commedia corale. Max (responsabile del catering), Guy (fotografo), James (animatore) e il loro team sono alle prese con l’organizzazione del matrimonio dei sogni di Elena (Judith Chemla) e Pierre (Benjamin Lavernhe), uno degli sposi più egocentrici che si siano mai visti sul grande schermo – nonché fonte di continue gag.

Fin dalla caratterizzazione dei protagonisti si coglie l’approccio che i due registi francesi manterranno per l’intera pellicola: pochi tratti ma essenziali descrivono ogni personaggio, anche le figure più marginali, in modo diretto e accurato, grazie a una capacità di sintesi davvero efficace. Bastano poche movenze, battute, scambi di sguardi ed espressioni del viso per conferire al nugolo si personaggi che si agita nella location del ricevimento non solo un carattere a tutto tondo, ma anche una storia personale da cui si originano sottotrame che si intrecciano alle sorti del matrimonio.

Eppure C’est la vie – Prendila come viene non si perde mai in didascalismi, né sfocia in una superficialità che avrebbe appiattito i personaggi fino a ridurli a semplicistiche macchiette. Acrobati di una squadra circense in cui tutto è calcolato al millimetro dal deus ex machina Max, ogni personaggio riveste un ruolo preciso e porta con sé un personalissimo tipo di comicità (fisica, mimica, verbale, situazionale, ecc.), contribuendo in modo necessario al risultato finale.

La sceneggiatura si dimostra allora capace di coordinare con equilibrio e sincronia tutte le complessità del soggetto senza sbavature; e sarebbe bastato un solo capello fuori posto per far saltare la fittissima concatenazione di gag. Il gusto per l’accumulo di situazioni e battute lascia a tratti spazio per inserti sentimentali sempre sull’orlo del grottesco, che ben si inseriscono nel filone narrativo. Un susseguirsi di situazioni esilaranti che raggiunge il climax nella memorabile scena finale, una situazione esilarante che colma la sala di risate irrefrenabili.

Benedetta Pini