Voto

9

Invasion of Privacy, il primo album ufficiale di Cardi B, è il miglior disco rap del 2018. Almeno fino a nuovi aggiornamenti. Quella della “Bronx Cinderella” non è solo la risposta al trend dilagante (specialmente oltreoceano) del mumble rap e dei fenomeni nati online che durano il tempo di una canzone, ma è un vero e proprio messaggio: il rap è per chi sa graffiare con barre e contenuti, non conta se sei uomo o donna.

Anche perché l’ex stripper dimostra una versatilità per flow e contenuti che scarseggia tra la maggior parte dei suoi colleghi: le tredici tracce che compongono l’album sono una commistione di autocelebrazione, irriverenza, paranoia e istinti animaleschi. Get Up 10 è la traccia numero uno dell’album, nella quale Cardi decide di giocare a carte scoperte: “Look, they gave a bitch two options: strippin’ or lose / Used to dance in a club right across from my school”.

Cardi B (che appare in Drip con i Migos al gran completo) è fatta della sostanza di cui sono fatti i project di New York, e così ecco arrivare tracce in stile Bodak Yellow, come Money Bag e Bartier Cardi con 21 Savage, l’altro singolo ufficiale che anticipava l’album. La metrica e accento con cui la “Finesse Queen” spezza le consonanti sono tipiche di quelli cresciuti sulle rive dell’Hudson, ma l’aggressività muta forma quando partono pezzi come Ring e Thru Your Phone, che raccontano della sempre più contemporanea storia d’amore con i nostri smartphone.

Dall’atmosfera Boricua di I Like It (omaggio di Cardi B alle sue origini portoricane) si passa a featuring di livello assoluto, che ispessiscono un album solido e inattaccabile sotto ogni punto di vista, soprattutto nelle collaborazioni, che tanto piaceranno ai puristi e agli ascoltatori più ricercati: YG e l’808 di She Bad, la vena old school di Chance The Rapper in Best Life e le calde tonalità di SZA per I Do, il crudo manifesto femminista che fa da chiosa all’album. “Now I’m a boss, I write my own name on the checks / Pussy so good, I say my own name during sex”.

Cardi B ha l’autorità e le skill per prendersi il trono del rap game e azzerare qualsiasi critica. La prossima mossa dovranno farla gli altri: lei intanto si gode il titolo di regina e un disco che è già una pietra miliare del genere.

Matteo Squillace

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