Voto

8

La dipartita di un membro di un gruppo non è questione di poco conto. Dopo la cacciata di Ameer Deen dal gruppo per le accuse di molestie sessuali, l’intero disco in cantiere ha subito un totale stravolgimento.

Cambiato drasticamente il loro stile e la presenza scenica, i Brockhampton si sono “infighettati”: lavoratori instancabili, pronti a murarsi in studio per mesi e lavorare febbrilmente fino a ottenere prodotti quanto più vicini alla perfezione, hanno deciso di darsi ora un tono più delicato. I Brockhampton sono diventati adulti.

Rimasta tale e quale agli esordi è la coralità dei brani, assicurata dall’altissimo numero di membri – sempre difficile da contare con precisione: energia allo stato puro (Berlin o Weight). La mancanza di una struttura ciclica e ordinata in molti brani impedisce all’ascoltatore di arrivare preparato al ritornello, ed è facile impazzire. È così che i Brockhampton creano assuefazione, e con questo disco mirano davvero in alto: uscire dalle frontiere americane, all’interno delle quali vengono osannati, e ottenere un riconoscimento anche in Europa, dove il numero di simpatizzanti cresce sempre di più.

Al momento, la realtà alternative hip-hop è sulla cresta dell’onda, capace di creare immaginari visivi potenti. Iridescence ne è la conferma, e consacra i Brockhampton come la più fresca boy-band del momento dai tempi degli One Direction – paragone che loro stessi amano tracciare.

Asja Castelli

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