Voto

7

Opera politica e sociale firmata dal regista italiano Rocco Forte, Bogside Story racconta a distanza di quarantacinque anni quello che passerà alla storia come il Bloody Sunday. Il giornalista Fulvio Grimaldi, l’unico reporter italiano che documentò l’accaduto, torna oggi a Derry, nell’Irlanda del Nord, dove il 30 gennaio 1972 la marcia pacifica per i diritti civili si trasformò in un massacro. Le prime immagini del film sono infatti accompagnate dalle registrazioni in presa diretta di allora, delle urla di protesta e di dolore di un’intera città. Che cos’è rimasto oggi di quei giorni a dir poco turbolenti?

Il docufilm del regista cosentino si concentra sulle testimonianze dei tre ragazzi del gruppo “Bogside Artists”, che vissero in prima persona quei giorni e oggi li raccontano a colpi di street art. Ed ecco come un’intera cittadina può diventare un documento storico, una testimonianza di un evento che ha cambiato per sempre l’Irlanda del Nord e i suoi abitanti. Attraverso una narrazione a cielo aperto, per le strade, i tre artisti riescono a sensibilizzare le nuove generazioni verso l’importanza dei diritti civili, la cui tutela è l’unica condizione necessaria e sufficiente per assicurarci un futuro.

Rocco Forte è abile nel mescolare passato e presente, mostrando come anche le vecchie battaglie forniscano chiavi di lettura per il presente. La macchina da presa impressiona i volti e le parole, le lacrime e i ricordi di chi, a causa di quella domenica di sangue, rimarrà segnato a vita, di chi quel 30 gennaio 1972 ha perso amici e famigliari.

Mattia Migliarino

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