Voto

6.5

Altro weekend, altra commedia italiana. Questa volta è la pellicola di Francesco Priscio, un film sull’amore, sulla Mafia e sulla libertà della trasgressione. Roberto (Rocco Papaleo) e Marisa (Laura Morante) sono sposati e conducono da anni una vita da “merdacce insignificanti”, finché un giorno non vengono coinvolti nella cosiddetta Accùppatura, una pratica criminale che lo costringe a custodire in casa merce illecita. Un evento sconvolgente e inaspettato che farà tornare nella coppia quella fiamma di complicità estinta da tempo.

In uno scenario in cui le produzioni italiane faticano a spiegare le vele e navigare in acque profonde, la pellicola di Priscio ha il pregio di avere un tema e persino una morale. Lo spettatore, non più intossicato da paesaggi cartolineschi ma sbircia da uno scorcio la malavita, di cui non è artefice ma testimone. Il risultato è un film che evita di scadere in squallide battute o in patetici sketch, eppure non riesce a spiccare per originalità dell’andamento narrativo: un’opera che sta su quella linea di confine tra lo scontato e l’inatteso , una linea che il cinema italiano non è ancora riuscita a superare.

Filippo Fante

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