Voto

8
 

Black Panther: The Album anticipa l’uscita del cinecomic targato Marvel che vede il protagonista, T’Challa (Chadwick Boseman), alle prese con il trono di Wakanda. Un film in cui il tema sociale del “Black Lives Matter” è evidente. E a chi poteva essere affidata la soundtrack se non a Kendrick Lamar, uno dei più impegnati artisti afroamericani attuali?

Il regista Ryan Coogler ci ha preso in pieno, e la scelta della Top Dawg Entertainment (label di Kendrick) si rivela una mossa più che azzeccata. Grazie alla lungimiranza di Kendrick il risultato è un disco pieno di nomi importanti, che fanno la loro apparizione regalando a Black Panther: The Album uno stile originale di traccia in traccia: dalle più pop All The Stars (con il featuring della favolosa SZA) e Pray for me (con The Weeknd) ai suoni – e qualche volta addirittura testi – afro, come quelli di Seasons e Redemption, che potrebbero competere per stile e qualità con il capolavoro di Nas e Damian Marley, Distant Relatives (2010). Senza tralasciare l’enorme apporto di artisti come Jorja Smith in I Am, Vince Staples in Opps e la sintonia in Bloody Waters tra Anderson Paak., James Blake e Ab-Soul: la loro presenza regala al lavoro un’eterogeneità che fa del disco un omaggio non solo al genere black, ma alla musica in generale.

Insomma, Black Panther: The Album si eleva a un punto così alto che fa dimenticare all’ascoltatore di essere davanti a della music from and inspired by e si pone come un disco vero e proprio. Per fare un lavoro del genere bisogna essere un visionario, ma che Kendrick lo fosse si sapeva già.

Anna Laura Tiberini