Voto

8

Si prenderà pure i suoi tempi, ma a Björk non piace dormire sugli allori; l’abbiamo capito con il passare degli anni. Ogni lavoro è un’esperienza nuova e completamente diversa dalla precedente, ma concettualmente sempre impegnativa. 

Cosa troviamo in Vulnicura, quindi? Tanto amore, e di conseguenza tanta sofferenza. Nove brani dall’assoluto spessore artistico dagli arrangiamenti ai testi, così crudi e veri da permetterci di non far fatica a credere che quello di cui Björk ci parla sia un frammento di vita reale. La cantautrice islandese non scende a compromessi per parlarci della fine del suo amore, decide di farlo nel modo meno consueto possibile: il suo.

Un lavoro incredibile e curato in ogni suo aspetto, importantissimo per chiarire una volta per tutte che si può parlare d’amore senza cadere in nessun cliché.

Christopher Lobraico