Quali sono i motivi che hanno reso Bill Murray una sorta di divinità per intere generazioni di cinefili? Nato il 21 settembre 1950, Bill Murray avviò la propria carriera come attore di film comici, per poi passare a film d’autore con l’avanzare degli anni: attore feticcio di Wes Anderson, è riuscito a conquistare un pubblico più “raffinato” proprio grazie alla sua comicità e filosofia di vita.

I personaggi interpretati da Murray potrebbero sembrare ruoli semplici, che qualsiasi attore sarebbe in grado di realizzare, ma ciò che li rende speciali è il metodo di recitazione applicato da Murray. La sua filosofia è quella di rimanere sempre distaccato da quello che gli succede intorno, senza lasciarsi coinvolgere e rimanendo sempre lucido, cosciente. E non solo: quando recita rimane più vicino a se stesso che al personaggio scritto per lui.

Il suo marchio di fabbrica è il sarcasmo, quasi cinismo, che Murray mantiene anche nei momenti più tristi dei suoi film. Persino nelle pellicole non prettamente comiche, infatti, Murray incarna figure agrodolci, personaggi tristi, falliti, ai quali conferisce una comicità tragica, sarcastica, che si esprime nelle loro azioni e situazioni. Murray è stato il precursore di questo tipo di comicità, oggi ormai diffusissima e predominante nell’era di internet e dei social media. Grazie ai suoi film, alle partecipazioni al David Letterman (fu il primo e ultimo ospite) e ai suoi show ha saputo costruirsi come simbolo e volto di questo sarcasmo pungente.

La sua è una comicità fuori dagli schemi, che esonda dallo stile della commedia tipo: Murray va oltre le righe, ed è ciò che piace agli spettatori. La sua figura è infatti talmente amata in tutto il mondo che in molti film recita addirittura la parte di se stesso; vedasi Benvenuti a Zombieland o Space Jam: non ha bisogno di un personaggio, Bill Murray è Bill Murray.

Forse è proprio questo il motivo per cui Bill Murray è diventato un’icona: è riuscito a creare qualcosa completamente anticonvenzionale e a rimanere sempre se stesso in un sistema che obbliga chi vi lavora a impersonare altri. Il suo modo di fregarsene del mondo e delle regole, il suo atteggiamento distaccato e sarcastico ha spinto molte generazioni di attori a prenderlo come simbolo di un cinema “diverso” da quello che solitamente si trova sul grande schermo.

Marco Severini