Voto

6
 

C’era una volta un regista sempre in bilico tra realtà e grottesco, capace di far sognare una generazione di Freaks con le sue fiabe gotiche. Da qualche anno, però, quel regista si è dovuto confrontare con i tempi che cambiano; gli anni passano, e le sue fiabe iniziano a non avere più lo stesso appeal su quel pubblico che un tempo si trovava in perfetta sintonia con i mondi e le atmosfere raccontate dal regista.

Ed è così che, un bel giorno, il nostro regista decide di raccontarci una storia vera: proprio così, Tim Burton, una delle menti più fantasiose degli ultimi trent’anni di cinema, decide di confrontarsi con la realtà (ma non dimentichiamo Ed Wood). Certo, pur trattandosi di realtà, quello che ci vuole raccontare ha comunque una punta di stravaganza. Magari non esteticamente, ma la storia di Margaret Keane e Walter Keane ha qualcosa di intrinsecamente grottesco: si tratta di quello che una donna innamorata farebbe per il proprio uomo, anche se quest’ultimo è un bugiardo cronico.

Big Eyes non è solo una storia; o forse è meglio dire: ahimè, non è questo il motivo d’interesse principale che rende il film godibile, bensì lo sono interpretazioni di due bravi attori come Amy Adams e Christoph Waltz (che non perde l’occasione per dimostrarci quanto sia un animale da palcoscenico). Tim Burton porta sul grande schermo l’imbroglio di un uomo in imbarazzo con sé stesso e con le proprie ambizioni, disposto a vivere in una grande bugia pur di compensare il proprio vuoto artistico di cui non riesce a liberarsi; anche a costo di sfruttare la persona che ha sposato.

L’appeal perso durante gli anni non si recupera in un batter d’occhio, e questo il nostro regista lo sa bene, sicuramente si tratta di una buona prova.
In futuro si vedrà.

Christopher Lobraico