Voto

6

In questi giorni ho ascoltato Girls In Peacetime Want To Dance, l’ultimo album dei Belle And Sebastian, uscito il 19 gennaio. Non so quanti di voi li conoscano, ma sono quasi certa che i fan o i conoscitori rimarranno abbastanza “scombussolati”. Belle and Sebastian è una band indie pop che nasce a Glasgow nel 1996, rilascia 9 album negli ultimi anni tra cui Fold Your Hands Child, You Walk Like a Peasant che scala le vette delle classifiche Inglesi. Per chi fosse rimasto alla fase della vita “poca sbatta” e zero paranoie – presente in The Boy With the Arab Strap – e alle atmosfere scozzesi costellate di amori sbagliati e ossessioni, beh, si avvisa la gentile clientela che i Belle And Sebastian non sono più quelli di una volta. Sarà per il fatto che il trombettista Mike Cooke ha abbandonato la band, sarà per la new entry Ben H. Allen (Bombay Bicycle Club, Washed Out, Fanfarlo) come nuovo produttore. Sta di fatto che Girls In Peacetime Want To Dance,  dal mio punto di vista,  segna la svolta apportata da Stuart Murdoch – scrittore dell’album – e i suoi colleghi.   Il risultato è un mashup di generi: dall’atmosfera retrò di The Cat With The Cream ai synth di The Party Line, fino a raggiungere l’atmosfera tipicamente British di Nobody’s Empire. Il punto di vista adottato da Stuart Murdoch è quello di una donna di nome Allie, e ne racconta le storie in ogni traccia. Non sono pienamente convinta che sia stato un esperimento ben riuscito, ma lascio voi giudicare. Ciò che però posso fare con certezza sono i complimenti per la fotografia e l’eleganza del packaging.

package

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Arianna Puccio