Voto

6

Inutile dire che le aspettative da parte di critica e fan erano molto alte. A generare questa attesa hanno sicuramente aiutato il successo del primo singolo estratto Waiting For Love – disco di platino in Italia e d’argento in Inghilterra – e le dichiarazioni dello stesso producer, che aveva affermato di aver in serbo collaborazioni con artisti del calibro di Jon Bon Jovi, Chris Martin e Serj Tankian.

Molti gli elementi di novità, inaspettati se si pensa allo storico del producer. Dalle 14 tracce dell’album emerge un’apertura maggiore nei confronti di stili differenti: basta ascoltare Pure Grinding e Touch Me per riconoscere le numerose influenze funky disco degli anni ’80 o la più recente trap music, fino ad arrivare a Can’t Catch Me, nella quale le collaborazioni con l’ex Fugee Wyclef Jean e il cantante Matisyahu conducono il produttore svedese verso una direzione chiaramente reggae.

Il tentativo di Avicii è sicuramente lodevole, nonostante i risultati siano facilmente circoscrivibili al panorama e all’estetica meramente radiofonica e commerciale.

Stories racchiude, in sé, buoni propositi e grandissima capacità esecutiva; manca, però, quel coraggio di rischiare che generalmente ci si aspetta da un artista che ha ottenuto già un grande successo con il primo LP.

buMMer

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