Voto

6
 

Ci siamo: il nuovo, attesissimo appuntamento è finalmente arrivato. Le sale hanno fatto il tutto esaurito in un tempo così breve che solo i grandi concerti riescono a fare; nessuna esagerazione, miei cari: questa è la Marvel.

Le luci si spengono e le famose strips scorrono davanti agli occhi degli spettatori carichi di aspettative, desiderosi di spettacolarità e scontri all’ultimo effetto speciale.
Un esaltante inizio introduce i Vendicatori, questa volta alle prese con un inaspettato nemico ideato da Tony Stark: Ultron è un programma di difesa globale che, ribaltando totalmente le previsioni del multimilionario, elabora una propria idea di “pace nel mondo” basata innanzitutto sull’eliminazione degli Avengers stessi. Il compito degli eroi è dunque, come da copione, sventare la pericolosa minaccia.
Iron Man, Thor, Hulk, Capitan America, la Vedova Nera e Occhio di Falco, dopo aver vissuto nel prequel litigi e contrasti, possono finalmente manifestare la loro incredibile forza, insieme.
Questa volta, però, i protagonisti si trovano a dover affrontare non solo conflitti fisici, ma anche e soprattutto psicologici, legati al loro passato: Wanda Maximoff – new entry insieme al gemello Pietro, i “Potenziati”, sottopostisi volontariamente ai folli esperimenti dell’Hydra – ha il potere di controllare le menti. Ed è così che a ognuno dei personaggi viene concesso ampio spazio, permettendo allo spettatore di immergersi in una dimensione onirica e scoprire i demoni dei suoi invincibili eroi.

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Il regista Joss Whedon inserisce astutamente l’introspezione, ma è proprio questa a essere, purtroppo, il motivo della sua rovinosa caduta: l’eccessiva attenzione sull’interiorità dei personaggi causa una mancanza di equilibrio che rallenta il ritmo narrativo e l’azione delizia quasi soltanto nel secondo tempo gli occhi dello spettatore, che tira un sospiro di sollievo nel riconoscere finalmente la firma Marvel. I combattimenti, infatti, svelano l’eccezionale bravura di Whedon, l’attenzione ai dettagli e il sipario per la battuta sagace che suscita la risata in sala. Solo in queste sequenze si raggiunge l’estasi, con un ralenti che impreziosisce il combattimento e racchiude in un riquadro di slow motion i nostri eroi, come solo le vignette Marvel sanno fare. C’è davvero tutto: la rabbia, la potenza, la spettacolare violenza.
Davvero un peccato che il film, nonostante aspiri a contenuti più ampi e presenti nuove figure e interessanti sviluppi all’interno del gruppo di eroi, soddisfi sì le attese, ma non completamente.
Come dire, non tutti i Marvel vengono col buco.

Anna Magistrelli