1. Peni

American Vandal riesce a costruire una trama eccellente grazie a un tema che può sembrare ridicolo: i peni. Le scuole superiori sono un luogo di ribellione, crescita e maturazione, e durante questi anni è capitato a tutti di imbattersi in peni disegnati in qualsiasi luogo. American Vandal esaspera proprio questo clima, trasportando lo spettatore in un college californiano e davanti a un mistero: un atto vandalico a danno di 27 macchine. Di fronte a serie tv costruite su intrecci politici, draghi e trafficanti di droga, il regista Tony Yacenda insegna che si può fare un ottimo prodotto anche con una trama basata su peni, un atto vandalico e un sistema scolastico pieno di pregiudizi.

2. Alla ricerca della verità

Dylan Maxwell, il “cazzone” del college, viene accusato ingiustamente da tutta la scuola di essere il colpevole. Per cercare di scoprire la verità due studenti, Peter e Sam, decidono di girare un documentario sul caso. Scimmiottando le serie come Making a Murderer, American Vandal non le parodizza portandole a uno estremo ridicolo, ma ne copia i canoni di stile, rimanendo coerente al genere senza degenerare nel grottesco.

3. Un altro episodio ancora

La trama di American Vandal è tutto fuorché lineare. È scritta così bene che che i suoi 35 minuti di durata sembrano non esistere. Puntata dopo puntata ci si trova di fronte a intrecci e colpi di scena continui, conditi con un umorismo brillante e con i classici stereotipi del college americano: il secchione, la ragazza popolare, i giocatori di football, il professore cool e quello che si crede simpatico. Ma ciascun personaggio è costruito in maniera tale da non sembrare un semplice e banale cliché: ognuno ha qualcosa di originale che lo rende unico.

4. Social media

Insieme alla macchina da presa Sam e Peter si servono di tutti i possibili social media per scoprire nuovi indizi. Si passa dal canale YouTube di Max ai numerosissimi video su Snapchat e Instagram dei vari alunni del college. Tony Yacenda è riuscito a non cadere nella retorica spicciola legata ai nuovi media ed è stato in grado di offrire uno specchio neutro della società odierna e dell’impatto dei nuovi mezzi di comunicazione sulle nuove generazioni.

5. “Quattro anni sono pochi per decidere il futuro di un adolescente”

Secondo il sistema scolastico gli anni del college sono decisivi per il proprio futuro, ma quattro anni non possono decretare l’intera vita adulta di un adolescente americano. Il mistero dei piselli sembra fare da cornice a un tema molto più importante, quello dell’identità all’interno di una scuola. Lo “scemo” della scuola sarà per sempre lo scemo, come anche lo “sfigato”. Ma è davvero così? American Vandal lascia aperto l’interrogativo su questo tema, evitando di cadere nel penoso e banale.

Marco Severini