Voto

7
 

Quando si parla di una leggenda come Alice Cooper è sempre difficile definirne il percorso. Poliedrico, geniale ma anche nostalgico, il bad boy dell’hard rock torna a far parlare di sé con un nuovo disco.

Paranormal è un ritorno alle origini arricchito dalla presenza di personaggi degni di nota quali Billy Gibbons degli ZZ Top e Larry Mullen, batterista degli U2, quasi sempre presente all’interno delle dodici tracce dell’album. Un rock’n’roll genuino, condito da riff puliti e nettamente marcati, fa da cornice all’esibizione canora di Cooper nella title-track Paranormal o ancora in Fireball, terza traccia del disco. Ma non è tutto: Holy Water sembra distaccarsi completamente dal concept stilistico del lavoro, tramutandosi in un’esibizione dai toni celebrativi dove le trombe contrastano amabilmente con i soli delle immancabili chitarre elettriche. Il caotico percorso musicale è infine chiuso da The Sound of A, una ballata dai toni sensuali in cui tutto si spegne e la stasi prende il sopravvento sul movimento.

Alla soglia dei settant’anni e con ventisei dischi alle spalle, Cooper riesce ancora a trasmettere l’energia che ha contraddistinto la sua gloriosa carriera.

Sabino Forte