L’estate è ufficialmente arrivata. Le vacanze, però, sembrano ancora un miraggio irrealizzabile, un po’ come l’Italia ai prossimi mondiali. Ci possiamo accontentare dei weekend, ma all’inizio di ogni settimana sono ancora troppo lontani, ed è dura tirare avanti. Ecco perché il nostro appuntamento milanese preferito tra i tanti che escono dal letargo con la bella stagione è APE nel Parco, che anche quest’anno animerà Parco Sempione ogni martedì sera fino al 26 giugno.

Per il primo appuntamento APE ha affidato il suo palcoscenico alle sonorità nu-soul di AINÈ. Artista romano venuto alla ribalta nel 2016 con Generation One prima e Uni-Verso poi (due EP con tracce di collaborazioni insieme a Gemello, Ghemon e Davide Shorty), è riuscito ad attirare l’attenzione di Universal, major con cui pubblicherà il suo primo album dal titolo ancora sconosciuto. Un universo sonoro che attinge un po’ dal filone R&B e un po’ dal funk, che fa un uso massiccio uso di piano e percussioni, di una voce morbida e di testi che raccontano una dimensione malinconica eppure illuminata all’improvviso da un groove coinvolgente.

Ma è soprattutto nelle sfumature della voce e nella scelta delle tonalità che risiedono i veri pregi del producer romano: un timbro non potente ma delicato, adatto ad abbracciare sonorità black particolarmente ricercate. Il meticoloso lavoro sulla scelta della chiave musicale giusta è iniziato ancora prima che AINÈ si affacciasse alla scena soul italiana, visto che ha potuto frequentare la Venice Voice Academy di Los Angeles e fare poi esperienza in Cina e Giappone al fianco del polistrumentalista e compositore jazz Gegè Telesforo.

A precedere la performance di AINÈ saranno i Los Cinquanteros, con la loro prima e unica data italiana. E, chiusa la parentesi live, si passerà al dj set dei Jaxx Madicine, collettivo formato da Turbojazz (Local Talk, GAMM Records), Parker Madicine (Heist, Bastard Jazz Brooklyn, CT-HI Records) e Veez_0, che irromperanno con brillanti beat funk suonati su Ableton Push.

Il loro EP di debutto, Montreux (la cui title track è stata suonata con insistenza da niente meno che Tony Humpries, uno dei padri putativi della house music), ha confermato la qualità del percorso intrapreso dal trio. Un sodalizio che resiste dal 2016 e che ha portato alla creazione di Distant Classic, il loro primo album, uscito a ottobre 2017 per Local Talk Records. La loro musica è un miscuglio di jazz, funk seventies e house music. Un cocktail rinfrescante di suoni da godersi nella frescura del Parco Sempione.

Matteo Squillace