Voto

6.5

Dopo un passaggio alla Festa del Cinema di Roma, la commedia di Pablo Berger arriva finalmente in sala. Abracadabra racconta una storia ai limiti della realtà, tra ipnotismo e illusionismo, che si snoda nelle vie di una Madrid periferica e dunque inedita. La vicenda è quella dello scorbutico Carlos (Antonio de la Torre), che al matrimonio di un parente si offre come volontario per un numero di magia orchestrato dal cugino della moglie (Maribel Verdú), Pepe (José Mota), con l’intento di deriderlo. Ironia della sorte, il suo scetticismo si ritorcerà contro di lui, la situazione degenererà e si ritroverà posseduto dallo spirito di Tito (Quim Gutiérrez), un eccentrico personaggio che non ha ancora capito che gli anni Ottanta sono finiti da un bel po’.

Berger e il direttore della fotografia Kiko de la Rica seguono le orme del grande cineasta spagnolo Pedro Almodóvar non solo per il soggetto a tinte surreali, ma anche per la scelta dei colori: una tavolozza che fa risaltare ogni singolo fotogramma del film, donandogli luce e vivacità.

A una prima parte che spinge molto sulle gag (non sempre riuscite), risponde una seconda che si fa più astratta e visionaria, fino a raggiungere tratti tragici. Questo mix di generi non è tuttavia in grado di mantenere una precisa impronta stilistica, e lascia lo spettatore senza una vera linea guida da seguire, spaesato davanti a ciò che vede accadere sullo schermo.

La pellicola affronta un tema attualissimo come l’emancipazione della donna con umorismo e leggerezza, riuscendoci grazie anche alla scelta degli attori, tutti molto azzeccati.

Mattia Migliarino