Mare culturale urbano abbraccia il cantautorato italiano in questo doppio appuntamento di Raster. Il primo singer-songwriter è il toscano David Ragghianti: ha attirato le attenzioni della scena indie nel 2015 con la pubblicazione del delizioso Portland, seguita dall’EP Arcipelaghi del 2016. Ragghianti si fa promotore di un songwriting intenso, dagli arrangiamenti avvolgenti e a tratti ipnotici, che unisce l’accompagnamento di strumenti acustici (chitarra, pianoforte e percussioni di ogni genere) a piccole comparsate di synth, in una spirale che mescola Dente, Bobo Rondelli e Max Gazzè. La sua voce pulita e caldissima balla con grazia sopra ogni nota, proiettando l’ascoltatore in un mood riflessivo, ma senza lesinare l’intrattenimento. Un cantautore completo, che riesce a far breccia con efficacia anche al primo ascolto.

Il secondo protagonista di Raster è Bonetti, pseudonimo di Maurizio Bonomi. Risale ormai al 2015 l’album d’esordio Camper, un concentrato di otto brani semplici negli arrangiamenti e nel sound, che evocano un mondo disilluso e godibile. Si autodefinisce “uno di quelli che camminano per ore con le mani in tasca per la città, fermando lo sguardo sulle cose” e, in effetti, è la provincia a fare da padrona nel cantautorato di Bonetti, che si è trasferito a Torino dal suo paese natio in cerca di maggiori possibilità: gli occhi che scoprono un mondo più grande di loro si trasformano in musica, e con un atteggiamento spensierato e naïve descrivono le sue relazioni quotidiane e la certezza di sapersela cavare sempre e comunque. Chitarra acustica onnipresente, bassi ritmati e stralci di chitarra elettrica sono il marchio di fabbrica del giovane piemontese, che gioca con le parole posizionandole con arguzia come pedine su una scacchiera. Il secondo album è in lavorazione, con la produzione di Fabio Grande e il mastering di Andrea Suriani (Giorgio Poi, Calcutta), e Bonetti sembra avere davvero voglia di lasciare il segno.

L’appuntamento è il 23 novembre a Mare culturale urbano: ennesima gemma da non perdere all’interno della rassegna.

Federico Bacci