Voto

7.5
 

Non giudicare un libro dalla copertina. Forse gli A$AP, capitanati da Rocky, hanno voluto giocare proprio su questo detto: il loro secondo progetto, dalla cover alle skit, potrebbe sembrare un disco prodotto in un’epoca passata – la Golden Age dell’hip-hop targato ‘90s.

Il Mob si conferma estremamente accurato: i ritmi diversificati delle produzioni permettono a Rocky, Nast, Ferg e Co. di sfoggiare dei flow che gli fanno guadagnare una posizione da protagonisti nella scena hip-hop e nelle sue nuove declinazioni. Degne di nota anche le collaborazioni, tra cui Gucci Mane, Quavo, Frank Ocean e Big Sean, che nonostante l’eterogeneità dei loro sound permettono al disco di mantenersi equilibrato.

D’altra parte i testi, nella loro coerenza verso gli stilemi del rap – donne e denaro –, riescono a sfoggiare una certa dose di originalità: dato che di soldi ne hanno, vogliono distinguersi per lo stile e destinano il bottino ai vestiti firmati. Non a caso, nella hit del disco gli A$AP si raccomandano di non calpestare le loro Raf.

Anna Laura Tiberini