Conoscere – per poi giudicare – la linea editoriale di un progetto significa seguirlo in tutte le sue manifestazioni, fino a coglierne l’identità e l’essenza. Dopo oltre mille articoli e quattro anni di lavoro incentrati esclusivamente su tematiche legate all’ambito della critica musicale e cinematografica, con articoli sempre accurati e approfonditi, lunedì sera il mistero che avvolge il progetto di Liberato e le foto dei suoi occhi hanno attirato la nostra attenzione.

“Perché no?”, abbiamo pensato. Cogliendo l’occasione di un live report del concerto dello scorso 9 giugno, abbiamo scelto di pubblicare un articolo “acchiappa click”. È vero. Non siamo i primi e non saremo neanche gli ultimi a scrivere un articolo di gossip legato all’identità di un personaggio musicale che fa discutere da mesi e su cui tutti si interrogano cercando i più disparati indizi. Non siamo i primi e non saremo gli ultimi ad aggiungere un tassello al mosaico dell’identità di Liberato.

L’intento del nostro articolo non è mai stato quello di intaccare il percorso dell’artista, che continuerà a essere avvolto dal mistero e a seguire il percorso pianificato da chi ci lavora da anni. Riflettendoci a mente fredda, le nostre foto non hanno fatto altro che esaltare la figura di Liberato, dare concretezza all’inquietudine della sua arte e mantenere il suo fascino per il pubblico italiano e per noi, che da sempre lo reputiamo una mosca bianca del panorama musicale nazionale.

L’ingenuità che ci ha portato a pensare “perché no?” risulta evidente dal crash del nostro sito; segnale che non eravamo pronti a una reazione di tale portata e che dietro a quelle foto non ci fosse alcuna strategia lucrativa. Un dettaglio non da poco: a differenza di molte realtà che ci hanno citato – con furbizia maggiore della nostra – nelle ultime ventiquattro ore, siamo stati gli unici a non guadagnare neanche un centesimo da quelle fotografie. Da quattro anni impegnati anima e corpo in un progetto privo di retribuzione, abbiamo sempre avuto a cuore un’informazione diretta e chiara, che ci ha portato alla scelta di avere un sito pulito, senza alcuna pubblicità.

Il progetto di Liberato e il suo messaggio vitale per la realtà napoletana e nazionale continueranno a esistere nella loro essenza, e seguiranno il loro percorso artistico anche dopo la pubblicazione di quelle dieci foto. Allo stesso modo il nostro progetto, che continuerà a seguire una linea editoriale fondata sulla critica costruttiva e l’approfondimento; proprio come abbiamo sempre fatto e dimostrato.

La Redazione